XX (2018)

il Nome nel testo

Rivista internazionale di onomastica letteraria

 Indice

 Ricordo di Carlo Alberto Mastrelli  di Rita Caprini p. 9

 Presentazione

I

Il nome dell’autore

Maria Caracausi  La mutevole identità di Nikòlaos Kalas (1907-1988) p. 21

Annamaria Carrega  Il nome del giullare p. 31

Roberta De Felici  J.-H. Rosny Aîné alias p. 43

Magdalena Maria Kubas  L’antonomasia litanica: origini e prospettive di studio nell’ambito della poesia italiana p. 53

Margherita Lecco  L’oscuro nome del trovatore Marcabru p. 67

Martina Morabito  Il circolo Gli amici di Hafiz (1906-07) e gli pseudonimi, ovvero quando Pietroburgo divenne Petrobaghdad p.81

Giorgio Sale  Diffrazioni del nome d’autore nell’opera di Charles Sorel p.93 

Leonardo Terrusi  Il nome del viator tra attesa ed elusione. Isotopie dell’autonominatio nella Commedia dantesca p.109  

II

Il nome nel (con)testo non letterario

Marina Castiglione  Sciascia e i nomi dell’Alfabeto Pirandelliano p. 123

Klaus Vogel  Bob Dylan/ Jack Frost/ Jack Fate. La star, il suo nome e il ritorno all’‘innominato’ p.141  

III

Onomastica alpina 

Marcella Banfi, Alice Ongaro  Toponomastica alpina in I piccoli maestri di Luigi Meneghello p.161

Richard Brütting  Die Walsche, romanzo di Joseph Zoderer. Considerazioni su un etnonimo sudtirolese p.173

Rosa Kohlheim  Die Schriften des Waldschulmeisters di Peter Rosegger: uno sguardo sui nomi alpini all’inizio del XIX secolo p.185

 

Volker Kohlheim  Nomi di cristallo: la nominatio in Cristallo di rocca di Adalbert Stifter p.193

IV

Il punto sul metodo 

Francesca Boarini  Da Trappola a Falle, da Falle a Farfalle. Metamorfosi onomastiche nelle traduzioni tedesche di Geronimo Stilton p.205

Nunzio La Fauci  Il nome nel testo, col pretesto di Lessico famigliare di Natalia Ginzburg p. 223

V

Per Davide

Giusi Baldissone  Di nome in nome. Il codice della metamorfosi in Gozzano p. 243

Giorgio Baroni  Alberto Fortis e la toponomastica dalmata p. 259

Donatella Bremer  Il nome nella letteratura nonsense p. 267

Alberto Casadei  Atlante e il Purgatorio p. 287

Luca Curti  Parini dialettale p. 297

Concetto Del Popolo  Se il mio nome volete sapere… p. 303

 Angela Guidotti  De Camilli lettore di onomastica pavesiana p. 321

 Antonio Iurilli  Osman, metafora onomastica nell’opera di Carlo Francavilla p. 327

Patrizia Paradisi  D’Annunzio «myrionimo»: metamorfosi onomastiche da Floro Bruzio ad Angelo Cocles p. 335

Diego Poli  Nomi di colore e nomi di luogo: l’imaginifico nel reale p. 371

Luigi Sasso  I nomi di una vita p. 387

Francesco Sestito  Le scelte onomastiche delle Giornate delle novelle dei novizi di Pietro Fortini: rapporti con la tradizione novellistica ed elementi originali p. 399

 VI

Rassegna bibliografica (2016-2017)  a cura di Leonardo Terrusi p. 411

Indice dei nomi p. 441

Indice degli autori p. 449

Call for Papers “il Nome nel testo” 2022

A causa del permanere dell’emergenza Covid, siamo costretti a far slittare al 2022 il Convegno annuale di “Onomastica & Letteratura”, che avrebbe dovuto già nel 2020 svolgersi a Cagliari.

A seconda dell’evolversi della pandemia, potrà venir programmato, per l’autunno 2021, un Convegno online suddiviso in più giornate, cui sarà facoltativo partecipare.

Continua in ogni caso a non subire arresti la nostra attività di ricerca: lo scorso dicembre ha visto la luce “il Nome nel testo” XXII (2020) ed è attualmente in corso la procedura di valutazione dei saggi destinati al prossimo numero della rivista.

Invitiamo dunque coloro che desiderino proporre un loro articolo al “Nome nel testo” XXIV (2022) a far pervenire alla redazione (donatella.bremer@unipi.it), entro e non oltre il 31 luglio 2021, un abstract, non generico, ma sufficientemente indicativo (ca. una pagina) del loro contributo. Si prega di allegare anche un breve curriculum.

Una volta che i contenuti proposti saranno stati accettati da parte della Giunta di Direzione, l’articolo da sottoporre al processo di revisione (peer review) per un’eventuale pubblicazione dovrà pervenire alla redazione entro e non oltre il 28 febbraio 2022. La sua versione definitiva non dovrà superare le 12 cartelle.

Gli argomenti intorno ai quali i contributi devono vertere sono i seguenti: 

Il nome inadeguato, straniante o infamante

È ben noto come nella vita reale alcuni nomi propri giungano ad assumere il valore di ‘marchio’ d’infamia o di stigma per chi li porta (per i cristiani, il nome di Giuda; per chi professa attitudini antitotalitarie, quelli dei grandi dittatori del Novecento; i nomi degli Ebrei nella Germania nazista; ma si pensi anche ai ‘nomi dei trovatelli’, o ai ‘nomi come numero’ imposti ai deportati nei lager, ecc.). Una casistica che più d’una volta si riverbera in letteratura o nel cinema (basti ricordare il caso, ironico ma non troppo, del film Le prénom, tutto giocato su questo tema; o quello del personaggio israelita di nome Siegfried Fischerle in Autodafé di Elias Canetti), e che troverebbe ancora un immenso campo di esplorazione. Una pista più inedita potrebbe essere quella che indaghi anche, ad esempio, in che misura la stessa inventività onomaturgica degli scrittori sia condizionata da tale stigma, suggerendo di attingere da questo repertorio, o al contrario di evitarlo, nel momento di scegliere un nome ‘adeguato’ al carattere dei personaggi. Senza dimenticare riflessi ironici del fenomeno (testimoniati dalla celeberrima motivazione addotta da mastro Geppetto all’atto di nominare il suo burattino di legno: «Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi […] e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina»); o sue ancor più sorprendenti varianti, come il caso di Disdemona/Des-, che sembra ribaltare il percorso sin qui delineato (quello cioè di nomi reali colpiti da una damnatio che giunge a connotarli come nomi ‘proibiti’): coniato come invenzione letteraria (da G. B. Giraldi Cinzio), come nome che porta in sé inciso un destino malaugurato (‘nato sotto una cattiva stella’, se se ne considera l’etimo greco), grazie al successo della vicenda (cui contribuisce in modo decisivo la versione shakespeariana), si afferma come nome reale, pur forse non del tutto immemore dello stigma etimologico originario.

I titoli delle opere letterarie come onimi

Il titolo, in sé definibile quale “nome proprio metalinguistico” (Hoeck), è stato a lungo studiato in ottica semiologica, vedendo in esso, genettianamente, una delle più significative ‘soglie testuali’. Successivi interventi in chiave specificamente onomastica hanno iniziato a delineare vere e proprie microtradizioni su singoli casi di spiccato interesse (dal titolo del poema dantesco al Corbaccio boccacciano, per citare solo due esempi), e già sondato ogni epoca e àmbito letterario. Indagini che hanno talora sapore prettamente filologico, nel tentare di risalire alle non sempre cristalline motivazioni alla base di certe titolazioni (basti pensare proprio allo straniante Comedìa apposto al poema dantesco), ma alternandosi a prospezioni di carattere più latamente interpretativo, che ne rivelano una funzione ben più complessa di una mera sintesi descrittiva di un’opera: il titolo come ‘premessa/promessa’, che può essere poi mantenuta o clamorosamente ribaltata, e che lascia in ogni caso una scia persistente nella ricezione del lettore (basti pensare, per proporre una traccia investigativa, alle suggestioni evocate dai titoli dei primi romanzi di Amélie Nothomb).

Il nome nelle dediche

Verrebbe forse naturale, a tutta prima, di ascrivere a motivazioni meramente biografiche, o in alternativa avantestuali ed extraletterarie, per così dire, e segnatamente encomiastiche, la presenza di nomi propri nelle sezioni dedicatorie delle opere letterarie, configurando di conseguenza il fenomeno come accessorio e marginale: e a provarlo del resto sarebbe il non infrequente mutamento del nome del dedicatario nelle opere a redazione plurima. Ma sorge il sospetto che le cose, almeno non sempre, stiano così. Un’insospettabile valenza strutturale del nome proprio dei dedicatari si mostra ad esempio in alcune celebri raccolte novellistiche 4-500esche, come il Novellino di Masuccio Salernitano, in cui il rapporto tra ogni novella e la Dedica che immancabilmente la incornicia, che vedrebbe per statuto quest’ultima in posizione ancillare, si ribalta diametralmente, poiché anzi, come è stato scritto, Masuccio sembra scegliere dapprima il dedicatario, e solo in seguito informa il testo novellistico al profilo biografico di quello. Per non parlare della funzione assolta dai nomi reali dei Dedicatari nelle novelle di Matteo Bandello, in cui essi entrano a far parte, e con ruolo determinante, di un complesso gioco di specchi narrativo, solo superficialmente funzionale a un ritratto cortigianesco di maniera, ma semmai a un originale rinnovamento del meccanismo novellistico della ‘storia portante’ o cornice. Casi altrettanto significativi sarebbero certo rintracciabili in altre epoche, generi e àmbiti letterari: a mero titolo di esempio, e limitandoci ad alcuni classici, si pensi alla funzione, che sarebbe banale liquidare come puramente encomiastica, assolta dall’Ippolito del Proemio del Furioso, o anche alla presenza, nel finale Commiato del Porto sepolto, vera dichiarazione poetica ungarettiana, del “Gentile/ Ettore Serra”, di cui è noto il ruolo determinante nella prima pubblicazione della raccolta.

Il metodo

Come già nelle ultime edizioni del Convegno, resta accesa una sezione particolare dedicata a problematiche di carattere metodologico inerenti alla disciplina, che quest’anno intende aprirsi segnatamente allo studio delle riflessioni sul nome avanzate da filosofi, scrittori e artisti. Si presta in altri termini attenzione a quella che potrebbe definirsi come una sorta di dimensione ‘metaonomastica’, che accompagna, sostiene (ma talora può anche rallentare e ostacolare) la concreta attività onomaturgica degli autori, tanto in sede ‘pubblica’ (con affermazioni di poetica ‘strutturata’, tra le quali spiccano quelle di teorici e filosofi, da Platone e Aristotele a Roland Barthes, per dire), quanto in annotazioni preparatorie, taccuini, epistolari di uso privato (tra i quali è impossibile non ricordare ancora una volta le sofferte ammissioni manzoniane della propria insoddisfazione per i nomi dell’Adelchi, o i cataloghi/elenchi, densi di ripensamenti, di nomi di donna raccolti negli autografi di Calvino per le proprie Città invisibili).

 

I nomi nelle letterature regionali

Grati per l’attenzione, Vi inviamo i nostri migliori saluti

il Comitato Direttivo di O&L

Per ulteriori informazioni rivolgersi anche a

XIII (2011)

il Nome nel testo, XIII (2011)

Atti del XV Convegno internazionale di O&L

Università degli Studi di Enna Kore7-9 ottobre 2010

IL NOME NEGLI AUTORI SICILIANI

IL NOME NELLE RISCRITTURE

ALTRA ONOMASTICA LETTERARIA

Indice

Presentazione p. 5

 

Ricordo di Bruno Porcelli

p. 7

I
Il nome negli autori siciliani

Maria Giovanna Arcamone – Paolo Squillacioti

Incontro con Squillacioti sulla nominatio in Sciascia

p. 13

 

Alberto Borghini

Le “urla di assassinata”, il nome di Apollonio
e la “circumnavigazione del tavolo”
p. 25

 

Marina Castiglione

L’antroponimo in Silvana Grasso: fra tradizione culturale,
evocazione ancestrale e patologia moderna

p. 33

 

Anna Ferrari

Luoghi del mito e toponomastica nella Sicilia antica
p. 47

 

Salvatore Riolo

Nel nome di Giufà. Oralità e (ri)scrittura, folklore e letteratura
p. 57

 

 

II

Il nome nelle riscritture

 

Massimo Castoldi

“Leone, una sol Flavia è al tempo nostro”. Riscritture onomastiche
nelle rime di Antonio Tebaldeo
p. 71

 Davide De Camilli

Alessandro e l’Anonimo, l’innominato e l’anonimato
p. 85

 

Maria Làudani

La risemantizzazione di alcuni nomi “omerici”
nella
Storia di San Cipriano di Eudocia Augusta
p. 101

 Maria Serena Mirto

I nomi tra mito e ideologia: Medea. Stimmen di Christa Wolf
p. 109

 

Daniela Privitera

Nomen omen”: nomi e destino in Ángelos di Alessia Rocchi
p. 125

 

Giorgio Sale

La verità del nome: codici onomastici a confronto nelle riscritture dei
Mémoires di Maria Mancini

P. 131

 

Leonardo Terrusi

‘Ritrovare il nome’: motivazioni e ricezione della ‘reticenza’ onomastica
p. 145
 

III

Altra onomastica letteraria
 

Giusi Baldissone

Metamorfosi di nomi e figure negli Asolani: Lucrezia Borgia
p. 157

 

Luca Bellone

Tra ‘postmodernismo’ e tradizione letteraria: cortocircuitazioni onomastiche in
Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli
p. 173

 

Paola Bianchi De Vecchi

Scelte onomastiche in un romanzo d’esordio
p. 189

 Giacomo Giuntoli

L’onomastiche in Preparativi per la partenza di Paolo Ruffilli
p. 197

 

Mariana Istrate

Dai prototipi ai personaggi. Aspetti onomastici
nel romanzo
Ion di Liviu Rebreanu
p
. 213

 

Trinis Antonietta Messina Fajardo

Intriga de nombres: màscaras, disfraces y desdoblamientos
en
La Dorotea de Lope de Vega
p. 225
Sara Silvia Piras

Silvana De Mari: il destino è nel nome
p. 237

 

Luca Pisano

Considerazioni su alcuni antroponimi in Taibei ren
台北人 (Gente di Taipei) di Bai Xianyong 白先勇

p. 249

 

Loredana Trovato

Robert des noms propres: alchimie semantiche del nome
nell’opera di Amélie Nothomb

p. 261

 

Claudio Vinti

Onomastica e fantasia verbale in Georges Feydeau
p. 273

 

Indice dei nomi

 

Indice degli autori

XII (2010)

il Nome nel testo, XII (2010)

Atti del XIV Convegno internazionale di O&L

Università degli Studi di Pisa

15-17 ottobre 2009

ONOMASTICA ANTICA E MEDIOEVALE

IL NOME NEL TEATRO E NEL CINEMA DEL NOVECENTO

IL VALORE DEL NOME ALL’INIZIO DEL NUOVO MILLENNIO

ONOMASTICA A TEMA LIBERO

Indice

Presentazione p. 5

I
Onomastica antica e medievale

Alberto Borghini
Philomela nomine

p
. 11

 

Mauro Camiz
Aspetti letterari e linguistici dell’onomastica bediana.
Alcuni esempi dalla
Historia ecclesiastica e dalla sua traduzione
inglese antica
p. 19

 

Annamaria Carrega
Indici onomastici nel
Roman du Comte d’Anjou: rilevanza
estetica e implicazioni strutturali
p. 39

 

Maria Augusta Coppola
…manega cyningas mislice geworhte. I nomi nell’epitome
ælfriciana dei
Libri dei re
p. 49

 

Anna Cornagliotti
Fantasia e realtà negli antroponimi isidoriani
p. 57

 

Celestina Milani
Incontri di lingue e culture nell’
Itinerarium Burdigalense (a. 333)
p. 69

 

Emanuela Panattoni
Di alcuni nomi di poeti nella letteratura tamil classica detta del Cankam

p. 75

 

II

Il nome nel teatro e nel cinema del Novecento

 

Marco Bardini

Il nome di Boccaccio nei titoli cinematografici
p. 87

 

Carmela de Pinto – Francesco Sguera
Il
carattere del nome  nel teatro napoletano dell’Ottocento
p. 101

 

Anna Ferrari

“…il paese degli ulivi, del mal di luna, degli arcobaleni”:
un nome senza luogo in
Rocco e i suoi fratelli
p. 113

 

Svetlana Kokoshkina
La  
h  che salva il mondo. I nomi in Nostalghia di Tarkowskij
p. 123

 

Antonia La Torre
“Basterebbe un’
elle, un’emme a salvarmi”.
Le scelte
onomastiche di Cesare Zavattini dal primo soggetto
Doniamo a tutti un cavallo a dondolo al film Miracolo a Milano
p. 131

 

Pasquale Marzano
L’importanza di chiamarsi Sigismondo: su alcuni nomi di
personaggi pirandelliani

p. 139

 

Giovanna Neiger
Riflessioni sull’onomastica nel teatro di Dürrenmatt

p. 149
Sara Teresa Russo
Ricorrenze e varianti onomastiche nel teatro di Dino Buzzati
p. 159

 

Luigi Sasso
I nomi e lo specchio: il cinema di Truffaut

p. 173

 

Lorella Sini
La funzione del nome nel cinema  francese  ambientato durante
l’occupazione nazista

p. 185

 

III

Il valore del nome all’inizio del nuovo Millennio
 

Dario Accolla

Onomastica e (para)letteratura. I nomi di Dylan Dog
p. 197

 

Elisa Bolchi

“Names are places where you pause”. Il gioco dei nomi nella
narrativa di Jeanette Winterson

p. 205

 

Richard Brütting

Antroponimi e nomi parentali in Mitologia di famiglia di
Cristina Guarducci

p. 213

 

Giacomo Giuntoli

Tre esperienze contemporanee d’uso del nome proprio tra
testo e autore: Antonio Moresco, Luther Blissett
e Roberto Saviano
p. 223

 

Rosa e Volker Kohlheim

Pubblicato nell’anno 2000: i  nomi nel romanzo Waeldchestag
di Andreas Maier
p. 237

 

Sara Silvia Piras

Harry Potter: l’onomastica nei romanzi di
Joanne Kathleen Rowling

p. 247
IV

Nominatio e  non-nominatio

 

Giorgio Sale

Anonimia e denominazione. La funzione dei nomi nei
Mémoires di Ortensia Mancini
p. 257

 

Leonardo Terrusi

Silenzi, Nomi, Asterischi. Gli ‘Asteronimi’ manzoniani
p. 269

 

V

Onomastica a tema libero

 

Veronica Andreani

Tra pseudonimo e senhal. L’onomastica dell’amore
nelle
Rime di Gaspara Stampa
p. 279

 

Paola Baioni

“dopo l’attesa il bacio… dopo l’assenza il passo”.
Nomi e perifrasi
che evocano
le
Primizie del deserto dell’omonimo libro di Mario Luzi
p. 289

 

Aline Bazenga – Luisa Marinho Antunes

L’agente segreto: Pepetela e la falsa non-importanza dei nomi
p. 299

 

Paola Bianchi De Vecchi

Il nome schermo in Fosco Maraini
p. 309

 

Dalila Colucci

Il ragazzo morto e le comete: i nomi della poesia impossibile
in Goffredo Parise
p. 323

 

Luca D’Onghia

Briciole di onomastica comica cinquecentesca: sui nomi
di personaggi socialmente subalterni
p. 333

 

Mariana Istrate

Il diavolo e i suoi nomi nella letteratura romena
p. 343

 

Nunzio La Fauci

Come fu che Il Gattopardo fu respinto alla frontiera
p. 357

 

Marinella Lizza Venuti – Gian Paolo Giudicetti

I nomi delle Città invisibili di Italo Calvino p. 365  

Carlo Alberto Mastrelli

Onomastica simbolica e metamorfica in L’acqua di
Massimo Bontempelli
p.  373

 

Trinis Antonietta Messina Fajardo

Note sull’onomastica galdosiana. Antroponimi in Marianela
p. 397

 

Daniela Privitera

Surfareddu e il senso della soprannominazione in Giovanni Verga p. 409  

Salvatore Riolo

Terra matta e l’onomastica nei testi dei semicolti  p. 417  

Elena Salibra

I nomi del mito in Quasimodo di Ed è subito sera e
dei
Lirici greci
p. 427

 

Loredana Trovato

Onomastica e autofiction. Il caso di Louis-Ferdinand Céline
p. 437

 

Giovanni Vitali

L’elemento storico e cronachistico nell’onomastica
di Vasco Pratolini
p. 445

 

Indice dei nomi

 

Indice degli autori

il Nome nel testo

6185256_341956Periodico annuale

Direzione
Maria Giovanna Arcamone
Donatella Bremer
Maria Serena Mirto
Luigi Surdich

Giunta di Direzione:
Matteo Milani
Elena Papa
Giorgio Sale
Leonardo Terrusi

Comitato di Consulenza:
Giusi Baldissone, Marco Bardini, Luca Bellone, Daniela Cacia, Marina Castiglione, Franco De Vivo, Simona Leonardi, Giorgio Masi, Simone Pisano, Luigi Sasso, Lorella Sini.

Comitato Scientifico:
Giorgio Baroni, Pierre-Henri Billy, Ana María Cano Gonzáles, Roberto Cardini, Alberto Casadei, Richard Coates, Friedhelm Debus, Giuseppe Di Stefano, Enrico Giaccherini, Botolv Helleland, Rosa Kohlheim, Volker Kohlheim, Dieter Kremer, Angelo R. Pupino, Alda Rossebastiano, Grant W. Smith, Alfredo Stussi, Mauro Tulli, Mats Wahlberg.

Inviare i testi in copia cartacea e file (formato Word o RTF) alla redazione della rivista presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Pisa, Piazza Torricelli, 2, 56126 Pisa;
e-mail: magiarc@gmail.com; donatella.bremer@unipi.it

I testi in inglese, tedesco, francese e spagnolo (lingue accettate, oltre l’italiano, dalla rivista) dovranno essere accompagnati da un riassunto in italiano. La redazione non è tenuta a restituire i lavori che non vengono pubblicati.

Periodico annuale
autorizzazione del Tribunale di Pisa n. 26 del 1999

Direttore responsabile: Alessandra Borghini

Abbonamento annuale
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O&L

Nel maggio 1994 è nata, con sede a Pisa, l’associazione “Onomastica & Letteratura” (= O&L), fondata da Maria Giovanna Arcamone, Valeria Bertolucci Pizzorusso, Donatella Bremer, Francesco Maria Casotti, Davide De Camilli, Emanuella Scarano e Mirko Tavoni. L’obiettivo statutario di O&L prevede la diffusione e la promozione di ricerche di onomastica letteraria nelle letterature italiana e straniere attraverso giornate di studio, seminari e convegni collegati con questo ambito disciplinare, nonché la pubblicazione dei relativi atti e di saggi concernenti l’onomastica letteraria. Presidenti dell’associazione sono stati Riccardo Ambrosini, Bruno Porcelli e Maria Giovanna Arcamone.

Attualmente il Comitato direttivo di O&L è costituito da Luigi Surdich, Presidente, Matteo Milani, Vicepresidente, Maria Serena Mirto, Vicepresidente, Donatella Bremer, Segretario.

Possono essere soci gli studiosi che ne facciano richiesta.

Lingue ufficiali dell’associazione, da utilizzarsi in pubblicazioni, convegni e assemblee, sono l’italiano, il francese, l’inglese, lo spagnolo e il tedesco.

O&L organizza annualmente un convegno di Onomastica letteraria. Ha ideato e voluto inoltre la rivista “il Nome nel testo” per ospitare non solo gli studi presentati durante i convegni dell’associazione, ma anche i risultati di altre ricerche onomastico-letterarie.

Direttori della rivista sono Maria Giovanna Arcamone, Donatella Bremer, Maria Serena Mirto, Luigi Surdich. La Giunta di Direzione è composta da Matteo Milani, Elena Papa, Giorgio Sale e Leonardo Terrusi.

La rivista è consultabile anche sul sito delle Edizioni ETS http://riviste.edizioniets.com/innt/index.php/innt

Gli studiosi che desiderino partecipare con relazioni o comunicazioni alla Rivista o al Convegno sono invitati a prendere contatto con la Segreteria di O& L, c/o Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica, Piazza Torricelli 2, 56126 Pisa.  (proff. Arcamone e Bremer). E-mail: magiarc@gmail.com  e donatella.bremer@unipi.it.

La procedura di valutazione dei testi per la pubblicazione sulla rivista è quella prevista dalle riviste scientifiche di fascia A: il parere del Comitato di Consulenza e la revisione anonima (con doppio cieco). Le proposte dovranno essere corredate a) da un breve testo non generico (della lunghezza di almeno 2200 caratteri, spazi inclusi) che renda possibile la valutazione del contributo e b) da un breve curriculum.

O&L pubblica inoltre, sempre presso le Edizioni ETS di Pisa, la collana di studi di onomastica letteraria, Nominatio. 

Fondata da Maria Giovanna Arcamone e da lei diretta insieme a Donatella Bremer, Maria Serena Mirto, Alda Rossebastiano, Luigi Surdich, la collana di studi ha lo scopo di raccogliere dizionari, repertori, manuali, opere monografiche e miscellanee.